YIA ART FAIR #09 : Bruxelles

20 - 23 April 2017
ABC-ARTE will partecipate at YIA Bruxelles 11 a.m. - 8 p.m. http://www.yia-artfair.com

Fondata nel 2010 a Parigi, la fiera d'arte contemporanea YIA ART- FAIR presenta in Europa quattro nuovi eventi: Maastricht, Bruxelles, Basilea e Parigi, insieme alla mostra Frieze di New York.

In occasione di ART BRUSSELES e della settimana Brussels  Contemporary Art, siamo lieti di annunciare la nostra edizione di YIA ART FAIR #09 a Bruxelles, che avrà luogo dal 20 al 23 Aprile presso la SQUARE BRUSSELS MEETING CENTRE collocato nel cuore della capitale, a Mont des Arts, vicino a BOZAR e a cinque minuti a piedi  dalla fiera d'arte Independet.

Per quattro giorni la SQUARE BRUSSELS MEETING CENTRE, luogo iconico della capitale, ospiterà una selezione di 45 gallerie di eccellenza. Dopo le otto edizioni in Europa, YIA ART FAIR, possiede un pubblico di  15 000 collezionisti, felici di supportare la fiera e scoprire in ogni edizione una nuova scena internazionale di qualità. La nuova edizione di YIA ART FAIR #09- BRUSSELS presso la SQUARE BRUSSELS MEETING CENTRE, è sostenuta dai più importanti partners regionali come BOZAR, Mad, il BOGHOSSIAN FOUNDATION e VISIT BRUSSELS, con coloro i quali stiamo attualmente costruendo un piano mediatico in città ( manifesti, campagne pubblicitarie e gestione della comunità).

 

Per questa edizione 2017 di YIA Art Fair ABC-ARTE, presenta un solo show con i nuovi lavori di Matteo Negri.  La ricerca più recente di Matteo Negri abbandona  la composizione tridimensionale (in una certa misura più congeniale ai meccanismi della interazione) e sposta l'indagine dall'oggetto al piano. I volumi lasciano il posto a sculture basate su formati bidimensionali che insistono nello spazio irrelato della parete bianca o che si intersecano tra loro tra rifrazioni, moltiplicazioni ed inciampi dello sguardo.

L'astrazione formale sempre più geometrica di questi lavori è necessaria all'artista per il  nuovo orizzonte della sua ricerca: la forma diventa un'area liminale che permette di scoprire l'opera come qualcosa di non distinto dal mondo che la contiene, ma come luogo di configurazione, di ridefinizione del mondo stesso.

Eliminando il riferimento ludico delle opere a tutto tondo (con il mattoncino che evoca, con il gioco, la simulazione dello spazio reale e funzionale della costruzione architettonica), Matteo Negri con- duce una nuova verifica sulla percezione della realtà attraverso la scultura. L'allestimento quasi asettico in cui le sculture vengono presentate esprime la volon- tà di non riferire lo spazio di pertinenza dell'opera esclusivamente nei confini del luogo deputato, ma di dilatare questa area fino a comprendere una sfe- ra dell'intelligibile e del politico: una dimensione che aspira a non essere più la superficie di una galleria, ma una condizione nuova in cui l'oggetto artistico diventa generativo, portatore di una visione autonoma sullo stato delle cose.

Questa dimensione dell'arte è in una connessione ramificata e rizomatica con il mondo ma, al tempo stesso, agisce in "un luogo come non ce ne sono altri" perché innesca e autorizza l'elaborazione di un pensiero critico: qui, nel lavoro di Negri, è per- cepibile e interpretabile contestualmente alla forma compiuta dell'opera il rumore di fondo di cui parla Steinberg, e da qui parte la problematizzazione della realtà e dell'apparenza con cui si manifesta. 

(da A Space Unlike any other, di Pietro Gaglianò, in Matteo Negri, Diciassette sculture a colori)