La mia ricerca artistica si pone a metà fra l’abile tentativo della memoria di trasfigurare l’immagine ed il tempo che aderisce al ritmo della contemporaneità. Infatti l’immagine si forma secondo l’unità del pixel e dal tempo scandito dallo scanner o dal plotter, secondo un succedersi di strisce colorate che diventano traccia di nuovi percorsi interiori. Lavoro con la pittura, dipingendo quasi sempre su nastro carta che successivamente intelo su supporti come tavola o tela di cotone. Un processo creativo, in cui mi preoccupo di organizzare l’immagine a livello spaziale, mediante una profondità interiore, con una determinata riflessione sul formarsi dell’immagine, sui suoi tempi e modi specifici di produzione, in una autentica riappropriazione del “sentire”.