Opening: Matteo Negri , Piano Piano

vitgilio, virgilio, November 9, 2016

Venerdì 11 Novembre alle ore 18.30, ABC-ARTE opening Matteo Negri: Piano Piano, a cura di Alberto Fiz, con l'intervento critico di Lorenzo Bruni.
On Friday November the 11th, at 6.30 pm, ABC-ARTE opening Matteo Negri: Piano Piano curated by Alberto Fiz and with the critical contribution by Lorenzo Bruni
Il titolo Piano Piano riassume in sé i concetti fondanti della ricerca elaborata dall'artista, il rapporto tra l'individuo e lo spazio rispetto ai lavori che includono l’osservatore, determinandone lo spaesamento percettivo. Nel titolo della rassegna la parola ‘Piano’ è ripetuta, così come 

susseguono le immagini dell'ambiente che si rifrangono sulle superfici traslucide delle opere plastiche. 
L'artista ha ideato, per gli spazi della galleria, opere ed installazioni ambientali che hanno lo scopo di decodificare un processo di contemplazione lento, in conflitto con la trasmissione incessante delle immagini che caratterizza il nostro quotidiano. 
La scultura, come una scienza applicata, si interroga sul suo stesso esistere e si sviluppa attraverso un percorso artigianale, tecnico e progettuale, interferendo nello spazio espositivo su due livelli percettivi: il primo è di carattere oggettivo, mentre il secondo è determinato dal materiale riflettente che rende le opere catalizzatrici di infinite possibilità visive.

 

The title Piano Piano concentrates the basic concepts of this artist’s research, such as the relationship between the individual and space. When the observer is included in this kind of works, he feels disoriented on a perceptional level. The word ‘Piano’ is repeated on purpose, in the same way as images of the space follow one another on the translucent surfaces of the plastic artworks. 
The artist conceived works and environmental installations specifically for the gallery spaces, decoding a slow contemplative process, in conflict with the constant transmission of images in our everyday life. 
Sculpture, as an applied science, questions its own existence and develops itself through an artisan, technological and planning method. It interferes with the exhibition itinerary on two perceptional levels: the first is pretty objective, while the second is made of reflections, showing how these artworks are able to create endless visual possibilities.