Delle più belle, le parole. L’installazione di Matteo Negri sulle rive del lago di Lugano

Chiara Faglia / Redaction, ArtsLife, Settembre 1, 2016

In occasione di WOPART works on paper fair, ABC-ARTE presenta “delle più belle, le parole”, opera di Matteo Negri installata presso il chiostro adiacente al Palace Cafè | LAC , in piazza Bernardino Luini 5, Lugano. La ricerca del giovane artista milanese, classe ’82, si concentra sulla scultura e l’installazione. Tramite una elaborazione formale e visiva, gli oggetti creati dalla fantasia vengono inseriti in contesti inusuali e poetici. Giocando sul filo dell’ironia e degli avvenimenti impossibili, l’artista installa “delle più belle, le parole”, un meteorite fucsia iridescente, una enorme matrice di caratteri tipografici a rilievo atterrato sul green della corte accanto all’ulivo secolare generando un inedito dialogo tra tempo e spazio. 

 

“Le opere di Matteo Negri testimoniano la sua poliedrica abilità, e spaziano da installazioni di carattere ambientale, realizzate con specchi speciali, luci teatrali e piante, a sculture in cui vengono impiegati materiali compositi (come resine epossidiche, silicone), fino alle scritte luminose nel giardino. E poi il più classico bronzo utilizzato per la grande scultura rotante che occupa lo spazio maggiore della dimora Testori – una Vespa Piaggio smembrata e ricostruita – che non viene imprigionata nel metallo, ma trasformata in un dispositivo che consente esso stesso di dare più punti di osservazione. Continuo ad avere dubbi se la scultura abbia delle finalità differenti rispetto alla pratica artistica bidimensionale. Ma, con certezza, possiamo dire che Negri faccia di tutto per dire che vedere voglia dire muoversi, danzare, avere un ritmo cinetico. Con il mio piede, sto già battendo il tempo”. (estratto da Muoversi per vedere, di Daniele Capra, in Matteo Negri / Splendida villa con giardino, viste incantevoli, catalogo mostra a Casa Testori, 2016, Milano).

 

“Ragione delle cose. Matteo Negri muove da un ordinario d’esperienza, da un apparato codificato, o semplicemente consuetudinario, d’intendimento d’una materia, o d’una forma, o d’una funzione, e prende a manipolarlo. Gli importa, assai più d’un esito possibile o previsto, cosa accada nel processo intenso e interrogativo del processo: quali siano i possibili altri sino al punto in cui essi si facciano autres per sovversione, in cui la materia sia indotta a dire ciò che è il suo impensabile ma non inattuabile, e l’ordine formale a far valore del proprio smemorarsi di destini. Per certi versi è ostranerie sklovskijana, ma assunta in prima persona, nel fare e non nell’esito solo. E’ il sentire dell’artista in gioco: in gioco. Ed è detournement (nel senso originario intuito da Breton) e reinvestimento di energia intellettuale e fantasticante, tanto più intenso e precisato quanto più scava in un apparato di significazioni e aspettative che appaiono costituiti. Non solo Negri affronta le cose come fossero, anziché come forme orientate e progettate, appartenenti già al repertorio dei residui esistenziali, necessitanti di un riscatto di senso. Egli le pone in una condizione di scacco continuo, come svelando la loro inettitudine a pronunciare veramente un senso se non attraverso una trasformazione che in prima istanza le identifica.” (estratto da Cose sguardo, luogo, di Flaminio Gualdoni, in Matteo Negri / Splendida villa con giardino, viste incantevoli, catalogo mostra a Casa Testori, 2016, Milano).

 

19.30
presentazione dell’opera – rinfresco

21.00
cena gourmet chef Fabio Barbaglini
su invito o prenotazione

 

Chiostro Palace Cafè |LAC
Piazza Bernardino Luini 5, 6900 Lugano, Svizzera

L’opera sarà allestita fino al prossimo 30 ottobre 2016.

 

ABC-ARTE
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