Untitle Art Miami Beach 2026
Opening Hours: Wed, 2 Dec, 11am-7pm Thurs, 3 Dec, 11am-7pm Fri, 4 Dec, 11am-7pm Sat, 5 Dec, 11am-7pm Sun, 6 Dec, 11am-5pm
https://untitledartfairs.com/
Questo progetto per Untitled Art Miami riunisce Nanni Valentini, Gastone Biggi, Filippo Moroni e Bernardo Liu attorno a una riflessione comune sulla stratificazione intesa sia come processo materiale sia come struttura concettuale. Pur appartenendo a generazioni e linguaggi profondamente diversi, i quattro artisti concepiscono l’opera come un campo stratificato, in cui immagine, materia e tempo si costruiscono attraverso accumulazione, ritmo e trasformazione.
Nell’opera di Gastone Biggi la stratificazione si articola attraverso la ripetizione del segno e il suo rapporto con il ritmo, la luce e il tempo. Nei Continui, la superficie si costruisce mediante sequenze di segni che generano un flusso visivo continuo, in cui la pittura si sviluppa quasi come una partitura musicale. La stratificazione non è soltanto fisica, ma anche temporale: una progressione di gesti che si accumula fino a creare un campo percettivo. Nelle Luci, questo processo si apre a una dimensione più atmosferica e cromatica, dove è la luce stessa a stratificarsi, dissolvendo la struttura in una vibrazione continua. Il suo concetto di Realismo Astratto concepisce la pittura come uno spazio in cui la realtà viene filtrata attraverso grammatiche astratte per riemergere come esperienza visiva stratificata.
Se Biggi costruisce la superficie attraverso ritmo e segno, Valentini porta la stratificazione nel territorio della materia. In opere come le Garze e le Trasparenze, garza, pigmento ed elementi ceramici si sovrappongono in veli traslucidi che dissolvono il confine tra pittura e scultura. Le sue superfici sono porose e fragili, dove la stratificazione diventa un processo di scavo: la materia custodisce la memoria e l’immagine sembra emergere dal suo interno, sospesa tra occultamento e rivelazione.
Questa sensibilità verso la trasformazione della materia trova una prosecuzione contemporanea nella ricerca di Filippo Moroni. Attraverso velluto, poliuretano e tessuti sovrapposti, Moroni realizza opere che sembrano crescere fisicamente per accumulazione e tensione. Le sue superfici manipolate evocano forme organiche sospese tra attrazione e decadimento, dove la stratificazione diventa al tempo stesso un processo strutturale ed emotivo, legato all’instabilità, alla violenza e alla rigenerazione.
Per Bernardo Liu, la stratificazione si sviluppa come un processo legato alla memoria e allo spostamento culturale. Le sue opere sono concepite come “tappezzerie affettive”, nelle quali immagini, oggetti e simboli — porcellane, elementi domestici e motivi grafici — si accumulano come frammenti di storie personali e collettive. Pur essendo interamente pittorici, i suoi dipinti ricordano collage visivi costruiti attraverso strati sovrapposti che allo stesso tempo nascondono e rivelano. La superficie diventa uno spazio in cui convivono temporalità e geografie differenti, riflettendo una condizione diasporica nella quale l’eredità orientale non è un’origine fissa, ma qualcosa che si trasforma continuamente nel presente. In questo senso, la stratificazione diventa una forma di sedimentazione culturale, dove la memoria permane come traccia, eco e presenza instabile.
Insieme, queste quattro ricerche mostrano come la stratificazione non sia soltanto una strategia formale, ma un linguaggio condiviso attraverso il quale pittura, materia e memoria vengono continuamente costruite, trasformate e reinterpretate.
