Juliet about Shelters and libraries, on ABC-ARTE

redazione, Juliet Art Magazine, Giugno 21, 2017

"Shelters and Libraries"
mostra collettiva di Adalberto Abbate, Gaetano Cunsolo, Davide D'Elia
a cura di Pietro Gaglianò
ABC-ARTE, via XX Settembre 11/A - Genova info@abc-arte.com
Inaugurazione giovedì 22 giugno ore 18.30-21.30
22 giugno - 6 ottobre 2017


Orario: da martedì a sabato 9.30 - 13.30; 14.30 - 18.30 Domenica e lunedì su appuntamento

 

Giovedì 22 giugno alle ore 18.30, alla presenza dei tre artisti e del curatore, ABC-ARTE inaugurerà "Sherlters and Libraries", collettiva di Adalberto Abbate, Gaetano Cunsolo e Davide D'Elia, a cura di Pietro Gaglianò. La mostra ha il patrocinio del Comune di Genova.

 

La sera dell'inaugurazione è prevista una performance di Justin Randolph Thompson artista newyorchese co- fondatore del Black History Month Florence. Thompson presenterà una performance musicale sui temi del displacement sociale, del meticciamento, delle discriminazioni operate dai sistemi culturali dominanti. Il concetto di rifugio (evocato dal titolo della mostra) si riferisce a due dimensioni della costruzione culturale della tradizione europea. Una prima interpretazione riguarda la storia ufficiale, quella raccolta in categorie dalle biblioteche, dai musei, dagli archivi e da altri organismi concepiti per la selezione, la catalogazione e la conservazione di elementi ritenuti indispensabili per la definizione della cultura e dell'identità. Istituzioni a futura memoria, rifugi solidi nel tempo e nello spazio. Queste pratiche autorizzate di narrazione, come evidenzia Jacques Derrida, consegnano volontariamente all'oblio tutto ciò che viene escluso, perché ritenuto non legittimo, non degno, non rilevante, non conveniente. Perciò, nei vasti domini del rimosso, si situa l'altra dimensione del rifugio, quella di carattere accidentale: l'accatastarsi, confuso ma mai casuale, di dati culturali, ricordi, detriti che trovano il proprio posto alla periferia del mondo ufficiale. La periferia, scrive Iosif Brodskij, "non è il luogo dove finisce il mondo - è proprio il luogo in cui il mondo si decanta," e questo riguarda "l'occhio non meno che la lingua".

Su questi terreni marginali operano i tre artisti coinvolti nella mostra, raccogliendo detriti e mettendo in scena rovine o assemblaggi che non rappresentano lo sfacelo della civiltà che siamo abituati a definire occidentale, ma alzando lo sguardo sui suoi possibili sviluppi, sullo stratificarsi di edifici morali collettivi.

 

Lo spazio della galleria accoglie opere e installazioni progettate espressamente per questa occasione: materiali d'archivio, immagini fotografiche ritoccate, oggetti sottratti al disfacimento e ricollocati in una versione che echeggia la funzione del museo ma si apre in una contaminazione di linguaggi e di visioni.

 

Nel mese di settembre, verrà presentato un nuovo prezioso libro, dedicato alla mostra, della collana bilingue, italiano e inglese, ABC-ARTE edizioni, contenente il testo critico del curatore Pietro Gaglianò, le immagini delle installazioni, delle opere e un approfondito apparato documentale e critico.