Le gallerie italiane scommettono su Arte Fiera
“Siamo tornati ad Arte Fiera a Bologna e abbiamo trovato una manifestazione di buon livello, che conserva il suo caratteristico format di fiera italiana per gli italiani”, ci raccontano dalla galleria Alfonso Artiaco di Napoli, che alla nostra domanda su temute sovrapposizioni dei calendari risponde: “Anche per questo forse la contemporaneità di Art Basel Qatar non crediamo abbia impattato su Bologna. Davide Ferri ed Enea Righi hanno lavorato nella giusta direzione, con una presenza gentile, costante e discreta. Ci sono state giornate di grande affluenza, in particolare il giovedì ed il sabato. Molto interesse ed anche qualche vendita”, chiude la galleria, che ha venduto al nuovo fondo di acquisizione della Fiera di Bologna e Cosmoprof un dittico su polaroid di Anri Sala. A cui sono da aggiungere le vendite per una scultura di Ugo Rondinone, una ceramica di Johan Creten, una fotografia di Gioberto Noro, un dipinto di Juan Uslè. Erano ancora in trattativa la domenica, a fiera ancora aperta, diverse richieste per le opere di Achille Perilli, ora in mostra in galleria a Napoli.
Dal capoluogo campano arrivava a Bologna anche Tiziana Di Caro, ad Arte Fiera nella sezione Fotografia e dintorni, curata da Marta Papini, con le opere di Tomaso Binga, Luca Gioacchino Di Bernardo e Damir Očko. “È andata bene soprattutto i primi due giorni. Abbiamo venduto diversi lavori di Di Bernardo il cui range va dai 1.500 ai 10.000 euro, e anche di Tomaso Binga, di cui in stand abbiamo solo opere relative agli anni Settanta, con range 15.000-30.000”, ci ha raccontato la fondatrice della galleria, Tiziana Di Caro, che ricorda un’edizione 2025 meno efficace rispetto a quest’ultima, “anche perché allora la notizia del posticipo della riforma fiscale aveva inibito fortemente i collezionisti. Quest’anno la situazione è stata più rilassata e anche avvincente”. E continua: “Tutti hanno considerato che Arte Fiera è progressivamente migliorata negli ultimi anni e Davide Ferri ha lavorato molto bene sull’identità della fiera, connotandola come fiera italiana e ritenendo questo un plus. Come è giusto che sia”.
Come è andata per le gallerie Arte Fiera 2026
Era invece per la prima volta in fiera, nella sezione Prospettiva, curata da Michele D’Aurizio, la galleria di Milano ArtNoble. “Siamo molto felici della fiera e dalla risposta che abbiamo ricevuto per il booth dell’artista Giulia Mangoni”, ci ha raccontato il fondatore, Matthew Noble, che ha registrato un buon volume di vendite per opere con prezzi entro i 7.000 euro, e che pure ha trovato efficace la nuova direzione di Ferri, come l’organizzazione e il turn out generale, e conclude: “Come prima esperienza, posso dire che torneremo volentieri! Arte Fiera resta una fiera solida, coerente con il suo posizionamento e con un collezionismo ancora fortemente tradizionale”, è il commento di Sara Cirillo, Senior Director della Galleria Secci, che in fiera aveva una forbice di valori piuttosto ampia, dai 50.000 ai 2 milioni di euro. E che rispetto a una potenziale concorrenza con altri eventi internazionali ha commentato: “Quello di Arte Fiera è un ecosistema diverso da Art Basel Qatar: qualche assestamento si è percepito, ma sono dinamiche non sovrapponibili”.
Attenzione ai giovani artisti poi da ABC Arte, che ha trovato la fiera coinvolgente, con vendite per le opere, tra le altre, di Filippo Moroni e Antonio Kuschnir, in un range tra i 3.000 e i 12.000 euro, come pure di Chiara Crepaldi, oltre ad altre opere on hold alla domenica. “Un’altra opera che ha attirato notevole attenzione da parte dei visitatori è stata Trasparenza di Nanni Valentini, alta circa 3 metri e dal valore di 90.000 euro”, ci racconta la galleria con sedi a Genova e Milano, che in stand aveva anche, tra gli artisti storicizzati, Gastone Biggi, Tomas Rajlich, Jorrit Tornquist, Alan Bee, insieme a Ingrid Floss, la cui personale è appena terminata a Milano. Contatti ampliati, poi, con trattative però leggermente inferiori rispetto all’anno scorso, come pure l’affluenza del pubblico incontrato, forse parzialmente impattato allora da altri eventi contemporanei, tra Art Basel a Doha e le Olimpiadi Milano-Cortina. Vantaggiosa poi, per ABC Arte, l’IVA ridotta ora sulle transazioni d’arte, come pure l’ultimo aggiornamento in materia di diritto di seguito, che, come ci spiega, “esenta le vendita delle opere d’arte che provengono dagli eredi”. Soddisfacente anche l’operato del nuovo direttore di Arte Fiera, con cui la galleria aveva già all’attivo una collaborazione per la mostra di Tomas Rajlich a Genova e a Milano. A Davide Ferri, dunque, può arrivare, in conclusione, un parere positivo abbastanza condiviso sulla capacità nell’organizzare in modo efficace, sin dal debutto, un evento importante, oltre che storico, per il panorama italiano. Che l’anno prossimo festeggerà la sua 50° edizione.
