ESONERARE IL MONDO. Giorgio Griffa

a cura di Ivan Quaroni
Antonio Borghese, Ivan Quaroni, 2015
Bilingual edition
ESONERARE IL MONDO. Giorgio Griffa: a cura di Ivan Quaroni
Publisher: ABC-ARTE S.r.l
Dimensions: 26,5x19,2
Pages: 96
isbn: 9788895618081
€ 28.00

ABC-ARTE conferma la propria vocazione nell' approfondire il lavoro delle grandi avanguardie e maestri della pittura e del colore, indagando il percorso di Giorgio Griffa: uno dei maggiori protagonisti dell'astrattismo.

 

Il titolo della mostra, “Esonerare il mondo”, fa riferimento alla componente filosofico-antropologica rintracciabile nel lavoro dell'artista torinese. I segni tracciati rappresentano l'essenzialità di pensiero e azione, frutto appunto di un processo di esonero che porta con sé un giacimento di significati e sensi possibili, a disposizione delle continue interpretazioni umane.

 

Un modo di dipingere, il suo, che, sebbene molto diverso dagli altri esponenti della Pittura Analitica, affermatasi sul finire degli anni Sessanta in tutto il continente europeo e portavoce di una sensibilità nuova e libera dai canoni e dagli stilemi degli anni precedenti, pone l'accento su elementi considerati sostanziali: quali il colore, lo spazio e la composizione.

 

Griffa dopo un inizio in cui sviluppa un'esperienza strettamente figurativa, procede a una progressiva spoliazione, senza passare per le opzioni dell’astrattismo, sino a giungere ai primi lavori non rappresentativi,in cui precisa la scelta del non finito che diverrà un carattere costante del suo lavoro.

 

Nelle opere in mostra,i segni primari (1968-1978), l’artista si esprime attraverso tratti riepilogativi, semplici, non idealizzati, ma che vanno ad incarnare "l'intelligenza della materia", assumendo così caratteristiche di universalità, piuttosto che di personalizzazione dell'opera.

 

Le tele sono libere, non costrette dal telaio, pronte alla conquista dello spazio. In questa rappresentazione immediata, essenziale e luminosa, traccia linee che rimandano alla lunga memoria dell’uomo, mantenuta viva grazie alla pittura, trait d'union tra conoscenza presente e passata.

 

E' appunto di quegli anni la sua vicinanza agli artisti dell'Arte Povera che Giorgio Griffa ricorda con queste parole: “L'intelligenza della materia non veniva usata quale strumento di nuove sintesi formali, peraltro inevitabili, ma diveniva protagonista dell'opera, la mano dell'artista posta al suo servizio”.