Bernard Aubertin, Situazione pittorica del rosso. Opere degli anni sessanta e settanta

a cura di Flaminio Gualdoni, con il contributo critico di Dominique Stella
Flaminio Gualdoni, Antonio Borghese, Dominique Stella, 2017
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Bernard Aubertin, Situazione pittorica del rosso. Opere degli anni sessanta e settanta: a cura di Flaminio Gualdoni, con il contributo critico di Dominique Stella
Publisher: ABC-ARTE
Dimensions: 26,5x19,2 cm
Pages: 169
isbn: 9788895618142
€ 35.00

Il libro Bernard Aubertin, situazione pittorica del rosso, viene dedicato a unesponente essenziale della rivoluzione sperimentale, partita dalla fine degli anni ’50, capace di cambiare radicalmente ed influenzare pragmaticamente l’arte contemporanea in un percorso condiviso con altri illustri colleghicome Armando, Bury, Castellani, Dada Maino, De Vries, Dorazio, Fontana, Goepfert, Haacke, Henderikse, Holweck, Kusama, Lo Savio, Mack, Manzoni, Mathieu, Mavignier, Megert, Peeters, Piene, Pohl, Schoonhoven, Uecker, Verheyen, Klein.

 

Il rosso di Aubertin rappresenta la storia tutta, diventando incessante strumento di ricerca della verità e del reale percepibile di per sé, manifesto della pittura capace di mostrare un ulteriore livello del senso. 

 

Rilevando l’essenzapittorica così come riassumendo le leggi dello spazio , prodotto esso stesso di un solo colore, evoca il mito del fuoco rubato da Prometeo per illuminare il buio dell’anima. Aubertin, praticando un’artedella realtà, resta distante dall’universo di violenza emanato dal rosso e dalla sua forza psicologica, ne analizza il movimento,la luce impliciti in esso e il vuotopieno di tensioni che genera , dove è possibile incontrare stadi di incoscienza, subcoscienza e magnetismo. 

 

Il fuoco,  che trasforma qualcosa in qualcosa d’altro, replicando indefinitivamente il flusso della energia vitale di cui la natura gli ha conferito il segreto e ilpotere, evidente già nel rito tribale, e la composizione seriale, a formare un percorso come atto intimamemente unitario,lontano dal tempo e dalle variabilimodali, perché per stessa definizione teoricamente senza limiti, testimoniano come Aubertin privilegi la sensorialità e la spiritualità, neutralizzando la superbia dell’artista.

 

Il lavoro di Aubertin è di una attualità sconvolgente, rispecchia la fase entropica della società contemporanea, collega la tragedia dell’essere all'arte. Rosso Sangue, Rosso Fuoco, Rosso come materia incandescente che si trafitta e plasmata, non genera paura, ma crea lucida bellezza. Addomesticando la fiamma, e usandola come un pennello, ha creato paesaggi extrasensoriali, accendendo e raffreddando la materia affinché diventi essa stessa soluzione e monito della possibilità di risollevarsi e superare la ristrettezza della condizione umana.