“Antonio Ovejero trasforma gli oggetti del quotidiano in dispositivi di memoria, sospesi tra realtà, ornamento e finzione.”

Antonio Ovejero (Valencia, 1999) è un artista spagnolo la cui ricerca pittorica esplora il rapporto tra memoria, identità e cultura materiale, trasformando oggetti e immagini della sfera domestica in scenari sospesi tra realtà e finzione. Porcellane, gioielli, tessuti, ornamenti e accessori diventano protagonisti di composizioni teatrali e fortemente visive, nelle quali il quotidiano si carica di significati personali e collettivi. Attraverso una pittura figurativa caratterizzata da superfici brillanti, dettagli ornamentali e un sofisticato gioco di riflessi, Ovejero indaga il modo in cui gli oggetti possono diventare depositari di storie, affetti e memorie.

 

Dopo essersi laureato in Belle Arti nel 2022 e aver conseguito nel 2023 il Master in Produzione Artistica presso la Universitat Politècnica de València, Facultat de Belles Arts de Sant Carles, Ovejero sviluppa una pratica in cui pittura, fotografia e costruzione dell’immagine dialogano costantemente. Le sue composizioni nascono spesso dalla raccolta e dalla messa in scena di oggetti appartenenti alla memoria familiare o rintracciati in mercati, negozi e contesti quotidiani, successivamente fotografati e rielaborati prima di essere tradotti sulla superficie pittorica. L’oggetto perde così la propria funzione originaria e diventa un elemento simbolico, capace di evocare un mondo personale e, al tempo stesso, una memoria culturale condivisa.

 

Tra le sue principali mostre personali figurano Mujeres sin color: Relatos sobre el luto (2022), LADIES: Pictorial retrospective of the everyday scene from the second half of the 20th century (2023), Fugacity (2024), Vestidas de laca y carmín e Si todo fuera de terciopelo (2025), oltre al solo project presso il Centro Cultural Las Claras della Fundación Cajamurcia a Murcia. Ha inoltre esposto in numerose mostre collettive e partecipato a fiere d’arte quali Art Madrid, Berlin Art Fair, Obertura Carabanchel e MARTE.

 

Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Cervezas Alhambra Award per la migliore mostra di Abierto Valencia nel 2025, la borsa di produzione artistica PAMPAM24 della Fundación Hortensia Herrero e il Primo Premio Arte Emergente Interactivo di Infinity Art Gallery e MARTE. Nel 2026 partecipa a Berlin Art Fair e Art Madrid. Attualmente è artista residente presso la Casa de Velázquez di Madrid, dove approfondisce la ricerca ¿Dónde irá el brillo de tus cosas?, dedicata al ruolo degli oggetti domestici nella costruzione della memoria individuale e collettiva.