Untitle Art Miami Beach 2026
Ocean Drive and 12th Street, Miami Beach, FL
Opening Hours: Wed, 2 Dec, 11am-7pm Thurs, 3 Dec, 11am-7pm Fri, 4 Dec, 11am-7pm Sat, 5 Dec, 11am-7pm Sun, 6 Dec, 11am-5pm
https://untitledartfairs.com/
Questo progetto per Untitled Art Miami riunisce Nanni Valentini, Gastone Biggi, Filippo Moroni e Antonio Kuschnir attorno a una riflessione comune sulla stratificazione, intesa sia come processo materiale sia come struttura concettuale. Pur appartenendo a generazioni e linguaggi profondamente diversi, i quattro artisti concepiscono l’opera come un campo stratificato, nel quale immagine, materia e tempo si costruiscono attraverso accumulazione, ritmo e trasformazione.
Nell’opera di Gastone Biggi la stratificazione si articola attraverso la ripetizione del segno e il suo rapporto con il ritmo, la luce e il tempo. Nei Continui, la superficie si costruisce mediante sequenze di segni che generano un flusso visivo continuo, in cui la pittura si sviluppa quasi come una partitura musicale. La stratificazione non è soltanto fisica, ma anche temporale: una progressione di gesti che si accumula fino a creare un campo percettivo. Nelle Luci, questo processo si apre a una dimensione più atmosferica e cromatica, dove è la luce stessa a stratificarsi, dissolvendo la struttura in una vibrazione continua. Il suo concetto di Realismo Astratto concepisce la pittura come uno spazio in cui la realtà viene filtrata attraverso grammatiche astratte per riemergere come esperienza visiva stratificata.
Se Biggi costruisce la superficie attraverso ritmo e segno, Nanni Valentini porta la stratificazione nel territorio della materia. In opere come le Garze e le Trasparenze, garza, pigmento ed elementi ceramici si sovrappongono in veli traslucidi che dissolvono il confine tra pittura e scultura. Le sue superfici sono porose e fragili, dove la stratificazione diventa un processo di scavo: la materia custodisce la memoria e l’immagine sembra emergere dal suo interno, sospesa tra occultamento e rivelazione.
Questa sensibilità verso la trasformazione della materia trova una prosecuzione contemporanea nella ricerca di Filippo Moroni. Attraverso velluto, poliuretano e tessuti sovrapposti, Moroni realizza opere che sembrano crescere fisicamente per accumulazione e tensione. Le sue superfici manipolate evocano forme organiche sospese tra attrazione e decadimento, dove la stratificazione diventa al tempo stesso un processo strutturale ed emotivo, legato all’instabilità, alla violenza e alla rigenerazione.
Nella pittura di Antonio Kuschnir, la stratificazione si manifesta invece come costruzione dell’immaginario. Le sue tele prendono forma attraverso la sovrapposizione di memorie personali, archetipi, sogni e riferimenti al paesaggio di Rio de Janeiro, trasformando la superficie pittorica in uno spazio dove realtà e fantasia convivono senza gerarchie. Figure umane, animali, elementi naturali ed entità mitologiche si intrecciano in narrazioni aperte, costruite per accumulazione di immagini e simboli che invitano lo spettatore a ricomporre continuamente il proprio racconto.
La pittura diventa così un luogo di sedimentazione dell’esperienza, dove ogni livello visivo custodisce tracce dell’inconscio e dell’identità in costante trasformazione. Insieme, queste quattro ricerche mostrano come la stratificazione non sia soltanto una strategia formale, ma un linguaggio condiviso attraverso il quale pittura, materia, memoria e immaginazione vengono continuamente costruite, trasformate e reinterpretate.
