Opening TOMAS RAJLICH. GOLDEN TIMES

ABC-ARTE ON OF | Via Santa Croce 21 | Milano 9 Novembre 2023 
ABC-ARTE ON OF | Via Santa Croce 21 | Milano Dalle 18:30
TOMAS RAJLICH
GOLDEN TIMES
 
09 NOV. | 18:30
Via Santa Croce 21, Milano

 

 

ABC-ARTE ONE OF a partire da Giovedì 9 novembre, rende omaggio a Tomas Rajlich (Jankov, Repubblica Ceca, 1940),con cui la galleria collabora in continuità da anni e internazionalmente riconosciuto come una delle più influenti figure della pittura europea, inaugurando la prima personale nella sede meneghina della galleria.
L’ultima significativa ricognizione nella città di Milano fu realizzata dalla galleria François Lambert nel 1974.
 
In mostra il secondo atto della vasta, specifica analisi dedicata, come nella sede di Genova, alle opere anni Ottanta dell’artista, dove la sua pittura, sempre più allontanandosi dalle modalità puramente esecutive, entra nel vivo del mistero del colore/luce, nutrendosi di una non scontata espressività.
 
Superata la stagione più direttamente legata alla monocromia, con la quale Rajlich si è affermato sulla scena internazionale almeno a partire dalla memorabile mostra del 1975Fundamentele schilderkunst: Fundamental painting” allo Stedelijk Museum Amsterdam, nei primi anni Ottanta l’artista abbandona la primarietà del bianco e del nero della pittura sistemica e si apre alla bellezza ineffabile dell’oro, agli aliti d’azzurro lontano e d’un rosso spossato e pudico.
 
La monocromia permane, certo: ma l’oro apre ben altre implicazioni, in quei “Golden times”. Ha scritto Flaminio Gualdoni in un fondamentale saggio del 1993: “Rajlich agisce, con ancora maggior determinazione, sul piano della saturazione dell’immagine: ma è una saturazione, ora, che non riguarda solo il vedere; è piuttosto una plenitudine che coinvolge l’idea stessa di luce associata, nella nostra cultura, al sentimento del colore e alla vertigine soprannaturale.
Ecco allora scaturire, sia pure nel nitore operativo di chi non concepisce la pittura che come autonoma, e fisica, fondazione di linguaggio e di senso, più d’una eco sapienziale”
 
Saranno esposte opere in cui l’oro è dominante visiva, e le non meno celebri opere triadiche in cui esso è associato a colori che scavano con orgoglio la propria stessa natura.
A confronto, sarà presente un sintetico nucleo di dipinti, pubblicati sul memorabile libro 100 SMALL PAINTINGS, in cui apparirà chiara la lucida determinazione che ha accompagnato Rajlich nelle varie fasi del suo lavoro.
 
Per l’occasione ABC-ARTE pubblicherà un catalogo con la pubblicazione di tutte le opere esposte, accompagnato da un da un saggio critico di Davide Ferri e da un testo introduttivo di Flaminio Gualdoni.
 
Biografia
 
Tomas Rajlich (1940) studia alla Scuola di Arti Decorative e all’Accademia di Belle Arti di Praga. Nel 1967 fonda il gruppo Klub Konkretistů, che si pone nella scia delle neoavanguardie internazionali incarnate da Azimut in Italia, ZERO in Germania e Nul in Olanda. Nel 1968 il suo lavoro conosce un primo momento di visibilità internazionale grazie ala partecipazione alla mostra “Sculpture Tchécoslovaque” al Museo Rodin di Parigi.
 
Esiliatosi dalla Cecoslovacchia nel 1969 in seguito all’invasione sovietica, si trasferisce in Olanda, dove diventa docente alla Vrije Academie a L’Aia. L’interesse di Rajlich per la costruzione di opere monocrome su griglie geometricamente regolari viene subito accolto con favore nel clima del concettualismo olandese.
Nel 1974 tiene personali fondamentali da Yvon Lambert a Parigi, da Art & Project ad Amsterdam e da Françoise Lambert a Milano, per molti anni le sue gallerie di riferimento. Nel 1975 è tra i protagonisti, con Brice Marden, Robert Ryman, Gerhard Richter e altri, della memorabile mostra “Fundamentele schilderkunst / Fundamental painting” allo Stedelijk Museum di Amsterdam, pietra miliare dell’affermazione internazionale della pittura analitica.
Negli anni successivi Rajlich è invitato a esporre in mostre fondamentali come “Elementaire Vormen” (mostra itinerante, 1975), “Fractures du Monochrome aujourd’hui en Europe” (Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, 1978) e “Bilder ohne Bilder” (Rheinisches Landesmuseum Bonn, 1978).
Le tele di Rajlich mostrano un crescente interesse verso il “fondamentale” in pittura, a differenza dei contemporanei minimalisti americani. I suoi primi lavori sono caratterizzati da un aspetto industriale ed una qualità modulare – la griglia è la chiave - mentre i lavori maturi di Rajlich mostrano un ragionamento più complesso sull’idea essenziale che la pittura sia un’entità che riflette su sé stessa. I suoi monocromi più recenti esplorano la combinazione dell’impersonale, il gesto e la creativa forza della luce. Sono variazioni sull’intensità, sulla luminosità e sulla facture della pittura, rimanendo allo stesso tempo una chiara pittura fattuale.
 
Nel 1993 viene organizzata la sua prima retrospettiva a Palazzo Martinengo di Brescia. La sua nazione adottiva, l’Olanda, nel 1994 insignisce Rajlich del prestigioso Ouborg Award per il suo contributo artistico, in occasione del quale il Gemeentemuseum a L’Aia ha inaugurato una seconda retrospettiva. Dieci anni dopo, nel 2005, in occasione del suo sessantacinquesimo compleanno, il museo ospita una retrospettiva sui suoi lavori su carta.
 
Nella Repubblica Ceca, nel 1998, il Dům umění města Brna organizza un’antologica, mentre nel 2008 la Galleria Nazionale di Praga apre una retrospettiva con 27 grandi tele, cui seguono ancora la personale al Gemeentemuseum a L’Aia nel 2016, nel 2017 al Museum Kampa di Praga e nel 2018 al Museum Boijmans-Van Beuningen di Rotterdam.
Rajlich è stato riconosciuto di diritto nel novero delle massime figure della neoavanguardia internazionale.
Dal 1999 al 2002 Rajlich è stato artista di residenza al Centre Georges Pompidou di Parigi che conserva in collezione le sue opere, presenti, tra le altre istituzioni, anche al Centraal Museum di Utrecht, al Musée d’Art et d’Industrie di Saint Étienne, al Musée Cantini di Marsiglia, al Museum Boijmans-Van Beuningen di Rotterdam, al Museum of Modern Art di New York, al National Gallery in Praga, alla Peter Stuyvesant Foundation di Amsterdam, alla National Gallery of Canada in Ottawa, allo S.M.A.K. di Gent, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, allo Stedelijk Museum di Schiedam, allo Stedelijk Museum De Lakhal di Leiden, allo Stedelijk Museum Het Prinsenhof di Delft.