Dal giorno 30 Aprile 2026 sarà visitabile la nuova mostra personale di Michele Zaza nella sede storica della galleria ABC-ARTE a Genova: Corpi, cieli, e altre visioni: Itinerario negli anni 80. La terza tappa di un percorso che la galleria dedica all’artista, curato da Flaminio Gualdoni, dopo Viaggiatore assoluto (2022) e Spazio arborescente (2024).
La mostra prende avvio dagli anni Ottanta, momento di svolta nella ricerca di Zaza, in cui il suo lavoro si apre a una dimensione più espansa e visionaria, mantenendo però una costante tensione tra terra e cielo, realtà e immaginazione.
Formatosi a Brera con Marino Marini, Zaza sviluppa fin dai primi anni Settanta una riflessione sul rapporto tra individuo e sistemi di potere, già evidente nei cicli Cristologia (1972) e Dissidenza ignota (1973). Nella seconda metà del decennio la sua ricerca si concentra sulla condizione umana attraverso sequenze fotografiche e azioni costruite, spesso con la presenza dei familiari, trasformati in figure simboliche. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, il lavoro si apre progressivamente a una dimensione più immaginativa: gli spazi domestici diventano ambienti mentali, attraversati da immagini sospese come in Anamnesi, Universo estraneo e Racconto celeste.
È proprio negli anni Ottanta che, come osserva Flaminio Gualdoni, si evidenziano alcuni mutamenti cruciali nel lavoro di Zaza, a cominciare dalla mutata ambientazione, che si espande anche al di fuori dell’immagine fotografica e in ogni caso implica trascorrimenti fantastici, ai limiti dell’onirico. Inoltre muta il ruolo delle figure ritratte: non più le figure confortanti e straniate della sua mitologia domestica, ma un’ancor più decisa soggettivizzazione: l’autore stesso è in gioco, in una sorta di proiezione cruda che dice della maturità e dei suoi nuovi fantasmi.
In questi anni Zaza consolida anche la propria presenza internazionale, con inviti nel 1975 alla Biennale di Parigi, nel 1977 alla XIV Biennale di San Paolo e alla Biennale di Venezia 1980 con una sala personale. L’anno seguente è a Parigi, dove tiene una personale al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris e a Documenta (1977 e 1982), entrando stabilmente nel dibattito europeo sulla fotografia e sulle pratiche concettuali.
Il lavoro viene presentato da gallerie e figure centrali della scena internazionale, tra cui Ugo Ferranti a Roma, Lucio Amelio a Napoli, Yvon Lambert a Parigi e Leo Castelli a New York, con cui realizza nel 1980 la mostra Neo-terrestre, momento decisivo per la sua affermazione internazionale.
Una grande retrospettiva gli viene dedicata nel 2014–2015 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, mentre la sua ricerca viene inoltre approfondita in un volume monografico presentato da Germano Celant al Centre Pompidou.
Le opere di Zaza sono oggi conservate in numerose collezioni pubbliche internazionali, tra cui il Centre Pompidou, l’Hamburger Bahnhof, il Walker Art Center, il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, la Tate Modern, la Staatsgalerie Stuttgart, il Kunsthaus Zürich, la Fondation Emanuel Hoffmann e il Museum of Contemporary Art Tokyo, oltre a numerose altre importanti istituzioni internazionali.
Corpi, cieli, e altre visioni: Itinerario negli anni 80 sarà visibile dal 30 Aprile al 6 giugno 2026 in ABC-ARTE, via XX Settembre, 11 A , Genova.