Agli amanti del colore e a chi non ha avuto la fortuna di conoscere Jorrit Tornquist di persona consiglio di andare a vedere la mostra L’idea del colore, che attraversa oltre sessant’anni del suo lavoro. Il percorso mette in relazione opere storiche e lavori più recenti realizzati con tecniche e materiali diversi, dall’olio e dall’acrilico su tela all’acrilico su cartapesta, fino allo smalto su metallo.
Jorrit Tornquist è una figura di riferimento nel panorama europeo; la sua ricerca mette in relazione pratica artistica e progettazione architettonica e dimostra come il colore possa costruire relazioni, modificare lo spazio e ridefinire il modo in cui lo abitiamo.
Già nel 1970 Gillo Dorfles riconosceva nelle opere di Tornquist un equilibrio tra rigore, leggerezza e gioco. Ne apprezzava la capacità di andare oltre la sperimentazione percettiva e di integrarsi nell’ambiente architettonico, animate da una “sottile vena giocosa” che attenuava la severità delle composizioni. Dorfles richiama lo Spieltrieb, termine tedesco traducibile come «impulso al gioco»: una disposizione a esplorare liberamente forme e colori, coinvolgendo lo spettatore nel piacere della scoperta.
La mostra è perfetta: uno spazio misurato, declinato in piccole stanze; il vostro movimento diventa parte dell’esperienza percettiva e vi permette di intuire emozionalmente l’evoluzione di una ricerca ostinatamente concentrata sulle possibilità del colore.
Jorrit Tornquist invita, attraverso le sue opere, a esplorare il rapporto tra colore, luce e superficie.
La sua ricerca coinvolge anche la materia: la pasta adesiva sulla tela (vedi opera Untitled, 1986) e la cartapesta introdotta in seguito (vedi Untitled 1995) gli permettono di creare superfici lavorate e texture che introducono una terza dimensione. Il colore acquista così una presenza fisica, attraverso cui l’artista esplora effetti di luce, riflessi e cangianze.
Fulcro della mostra è XY diagonale del 2013, sviluppata a partire da un progetto del 1975: muovendosi intorno all’opera, il visitatore scopre rapporti sempre diversi tra i suoi elementi. Il colore abbandona la superficie pittorica e diventa uno spazio.
«Il colore è di per sè stesso spazio.» Jorrit Tornquist, 1974
È stato Jorrit a trasmettermi la passione per il colore. Ho avuto la fortuna di collaborare con lui ad alcuni progetti e di vederlo lavorare nel suo studio, una bella cascina ristrutturata sulle colline di Calolziocorte, da cui si ammira tutta la valle dell’Adda.
