Untitled Art Houston 2026
ABC-ARTE propone un progetto espositivo incentrato sul dialogo tra il pittore brasiliano Antonio Kuschnir (2001) e l’artista austro-italiano Jorrit Tornquist (1938), completato da due sculture iperrealistiche in ceramica di Bertozzi & Casoni. Pur appartenendo a generazioni e tradizioni artistiche differenti, le loro ricerche convergono in una riflessione comune sulla percezione e sul modo in cui le immagini costruiscono la nostra esperienza della realtà. Lo stand riunisce pittura, colore e scultura per indagare come la rappresentazione possa, allo stesso tempo, rivelare e ingannare.
I dipinti più recenti di Antonio Kuschnir esplorano quella che potremmo definire un’Arcadia incerta: paesaggi che richiamano la tradizione pastorale europea, ma che al tempo stesso ne incrinano l’apparente equilibrio. Le sue scene sono abitate da figure in riposo, personaggi erranti e presenze simboliche immerse in ambienti rigogliosi che, a un primo sguardo, sembrano idilliaci. Sotto questa calma apparente si nasconde però una tensione costante: draghi emergono dalla vegetazione, serpenti attraversano silenziosamente il paesaggio e momenti di quiete si trasformano gradualmente in episodi di cambiamento o conflitto. I dipinti si sviluppano come frammenti di un racconto aperto, in cui la narrazione convive con superfici riccamente decorate che spingono progressivamente l’immagine verso l’ornamento e l’astrazione.
In dialogo con queste opere sono presentati dipinti e studi cromatici di Jorrit Tornquist, figura pionieristica della teoria del colore in Europa, che dagli anni Sessanta indaga le dinamiche percettive e spaziali del colore. Le sue opere riducono la pittura all’interazione tra tonalità, luce e percezione ottica, creando ambienti cromatici nei quali minime variazioni di colore generano intensi effetti spaziali e atmosferici.
A completare il progetto sono due sculture in ceramica di Bertozzi & Casoni. Celebri per aver trasformato la ceramica in un mezzo di sorprendente verosimiglianza, le loro opere dissolvono il confine tra realtà e illusione, unendo uno straordinario virtuosismo tecnico a una riflessione sul consumismo, sulla caducità e sulla materia. All’interno dello stand, le sculture diventano il contrappunto fisico ai dipinti: oggetti che sembrano incredibilmente reali ma che, proprio attraverso il loro iperrealismo, mettono continuamente in discussione l’affidabilità dello sguardo.
Insieme, Kuschnir, Tornquist e Bertozzi & Casoni propongono tre approcci distinti ma complementari alla rappresentazione. Attraverso la narrazione, il colore e la scultura iperrealistica, il progetto invita il pubblico a riflettere sulla pittura non soltanto come medium, ma come dispositivo capace di costruire la percezione stessa.
