ABC-ARTE riunisce il pittore brasiliano Antonio Kuschnir (2001), l’artista austro-italiano Jorrit Tornquist (1938) e due sculture iperrealistiche in ceramica di Bertozzi & Casoni in un progetto dedicato alla percezione e ai modi in cui le immagini costruiscono la nostra esperienza della realtà. Pur appartenendo a generazioni e tradizioni differenti, le loro ricerche convergono nell’interrogare l’instabilità dello sguardo: attraverso narrazione, colore e scultura, ciò che appare familiare viene continuamente rivelato, trasformato o messo in dubbio.
I dipinti più recenti di Antonio Kuschnir esplorano quella che potremmo definire un’Arcadia incerta: paesaggi che richiamano la tradizione pastorale europea, incrinandone tuttavia l’apparente equilibrio. Figure in riposo, personaggi erranti e presenze simboliche abitano ambienti rigogliosi che, a un primo sguardo, sembrano idilliaci. Sotto questa calma apparente emerge però una tensione costante: draghi affiorano dalla vegetazione, serpenti attraversano silenziosamente il paesaggio e momenti di quiete si trasformano in episodi di cambiamento o conflitto. Le immagini si sviluppano come frammenti di una narrazione aperta, mentre superfici riccamente decorate spingono progressivamente la pittura verso l’ornamento e l’astrazione.
In dialogo con queste opere, i dipinti e gli studi cromatici di Jorrit Tornquist introducono una ricerca radicalmente diversa ma complementare. Figura pionieristica della teoria del colore in Europa, Tornquist indaga dagli anni Sessanta le dinamiche percettive e spaziali del colore. Le sue opere riducono la pittura all’interazione tra tonalità, luce e percezione ottica, generando campi cromatici nei quali variazioni minime producono intensi effetti spaziali e atmosferici.
Due sculture in ceramica di Bertozzi & Casoni completano il progetto come contrappunto fisico ai dipinti. Attraverso un’estrema verosimiglianza, gli artisti dissolvono il confine tra realtà e illusione, trasformando la ceramica in uno strumento di riflessione sul consumo, sulla caducità e sulla materia. Oggetti apparentemente reali diventano così dispositivi percettivi che mettono in discussione l’affidabilità stessa dello sguardo.
Kuschnir, Tornquist e Bertozzi & Casoni articolano tre modalità distinte di costruire il visibile: narrazione, colore e iperrealismo. Il progetto mette in relazione pratiche e generazioni diverse per interrogare il modo in cui la realtà viene percepita, trasformata e resa instabile.
