a cura di Paolo Campiglio
Con Relazioni invisibili, ABC-ARTE presenta il secondo capitolo del progetto espositivo dedicato ad Alan Bee, dopo Correspondances, la mostra ospitata nella sede milanese della galleria.
Curata da Paolo Campiglio, l’esposizione riunisce opere che attraversano l’intero percorso dell’artista, dagli esordi agli ultimi cicli pittorici, proponendo una lettura autonoma e complementare alla mostra milanese. Più che una ricostruzione cronologica, Relazioni invisibili rilegge la sua poetica attraverso i temi che ne costituiscono il fondamento: materia, natura, memoria e coscienza collettiva.
Attivo nel panorama dell’arte tedesca del secondo dopoguerra, Alan Bee ha sviluppato una ricerca originale, mantenendo una posizione indipendente rispetto ai principali orientamenti del suo tempo. Pur dialogando con Emil Schumacher, Paul Klee e Joseph Beuys, Bee costruisce un linguaggio profondamente personale, nel quale pratica pittorica, osservazione della natura e riflessione scientifica convergono in una ricerca di rara coerenza.
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LA TRASFORMAZIONE NON MECCANICA DELLA MATERIA
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PAOLO CAMPIGLIO
Come evidenzia Paolo Campiglio, l’interesse di Alan Bee consiste nel trascendere la materia utilizzata, la cera. La cera in sé è certamente una metafora dei processi di crescita, sedimentazione, trasformazione tipici della pratica artistica, accomunata quindi ai processi del mondo naturale. Ma è anche il tramite per un legame profondo, di tipo spirituale con l’universo, che attinge ai valori di luce, colore, allude alla sua perenne trasformazione in rapporto all’immanenza dell’umanità. La scelta dell’ape come alter ego dell’artista è pertanto ambigua: è certamente un modello operativo perché: come l'alveare si fonda sulla cooperazione e sulla continua trasformazione della materia, così l’opera d'arte nasce da un sistema di relazioni nel quale ogni elemento contribuisce alla costruzione del significato. Ma vi è anche un legame sotteso a una millenaria tradizione spirituale, tra mitologia e leggenda, che attribuisce all’ape le qualità di purezza, reiterazione del gesto, razionalità: il fare dell’artista, l’unico possibile, si identifica nell' ordire, nel costruire trame, nel tentativo di mimare una struttura razionale. Questo atto ripetuto diviene l’immagine dello scorrere infinito del tempo, di cui egli tenta di carpire, nell’opera, un frammento.
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OPERE SELEZIONATE
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Alan BeeMigrate, 1999120 x 180 x 4 cm
47 1/4 x 70 7/8 x 1 5/8 in -
Alan BeeFree Force, 1999150 x 250 x 4 cm
59 x 98 3/8 x 1 5/8 in -
Alan BeeResuretio ego sum panis pitie, 2015184 x 298 x 16 cm
72 1/2 x 117 3/8 x 6 1/4 in
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SPIRITUALE E POLITICO
Alan Bee, Animamundi (dettaglio), 1979, Acrylic on board, 70 x 51 x 4 cm


